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SCAPHOIDEUS TITANUS E COCCINIGLIE

Tra le avversità che minacciano la vite da vino un ruolo importante è ricoperto dallo scafoideo (Scaphoideus titanus) vettore della temibile flavescenza dorata, e dalle cocciniglie anche esse vettrici di virosi.

 

Lo Scaphoideus titanus

Un controllo efficace delle forme giovanili a partire da dopo la fioritura è determinante per impedire la pullulazione di individui in grado di trasmettere il micoplasma della flavescenza dorata. Presenta una sola generazione all’anno.

 

Le Cocciniglie

Le cocciniglie della vite sono un gruppo di specie eterogenee  e in particolare una delle più pericolose ed emergenti è la cocciniglia farinosa (Planococcus ficus). Questa cocciniglia, a seguito della sottrazione della linfa, determina filloptosi e ritardo nello sviluppo dei grappoli, imbratta la vegetazione di melata su cui si possono sviluppare fumaggini. Oltre al danno diretto attraverso le punture di suzione può trasmettere malattie virali, quali i virus dell’accartocciamento fogliare e della suberosi corticale. Se non adeguatamente controllata per tempo, ne diviene più difficile il controllo, soprattutto nelle fasi di chiusura del grappolo.

Un intervento sulle forme giovanili della prima generazione riduce in maniera significativa lo sviluppo della seconda generazione i cui individui migrano decisamente sul grappolo in chiusura quando è spesso opportuno intervenire in maniera specifica.

È inoltre spesso diffusa un’altra specie di cocciniglia, il Parthenolecanium corni. avvio delle schiusure e inizio fuoriuscita neanidi dal corpo della madre agli inizi di giugno. Un intervento con un prodotto efficace nella seconda decade di giugno riesce solitamente a contenere le infestazioni di questo fitofago.


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